EMAIL INVIATA AL GRUPPO FACEBOOK - NON SONO TEMPI DI ROSE

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EMAIL INVIATA AL GRUPPO FACEBOOK - NON SONO TEMPI DI ROSE

Messaggio Da Admin il Ven Feb 19, 2010 1:40 pm

Buongiorno a tutti,

continuiamo con la nostra quasi settimanale email ai membri del gruppo. Per tutti coloro che sono nuovi un piccolo riassunto:

nelle email passate (che potrete leggere nel nostro piccolo blog (http:\\aboliamolavoroprecario.blogspot.com, scorrendo tutta la pagina in basso) abbiamo parlarto chiaramente di ciò che intendiamo fare, del nostro essere non schierati con nessun partito e dell’illusione che molti precari che si schierano con i partiti hanno nello sperare che proprio coloro che hanno fatto le attuali leggi che (s)regolano il lavoro precario e che li rendono schiavi, vogliano prima o poi cancellarle. E questo vale per TUTTI I PARTITI, centrodestra, centrosinistra, centro, estrema destra ed estrema sinistra. Chi crede il contrario è appunto un povero illuso felice di rimanere schiavo delle proprie illusioni e del proprio lavoro precario. E questo è un dato di fatto incontrovertibile.

Abbiamo specificato per bene che noi non siamo il solito gruppo FB che si limita all’iscrizione di membri e al cazzeggiamento. Questo gruppo FB è, come già scritto più volte, l’anticamera di un movimento politico che mira a portare in Parlamento una rappresentanza di lavoratori precari, cioè voi, che agiscano unicamente per l’eliminazione delle leggi sul precariato.
Abbiamo parlato del perchè oggi siamo solo su internet e di come e quando usciremo nelle città per farci conoscere a chi invece internet non ce l’ha (e in Italia sono milioni) e di come ci sia bisogno dell’aiuto di tutti quanti voi per cercare di far crescere il gruppo il più velocemente possibile, sia su internet che fuori.

Tra le varie cose abbiamo risposto ai dubbi che riceviamo da voi tramite email (andate, sempre sul nostro blog, sul link “Domande e risposte sul progetto di un partito contro il precariato”); oggi vorremo invece affrontare un argomento che riteniamo ugualmente importante: il modo di affrontare questa battaglia contro il precariato.

Girando per i diversi gruppi FB che sono contro il precariato, abbiamo notato una cosa che un po’ ci ha lasciati perplessi: la leggerezza con cui i precari stessi affrontano l’argomento del precariato. E’ vero che Facebook è portato per il cazzeggiamento, con i vari gruppi puerili, stupidi ed inutili (“cerchiamo un milione di italiani che fanno questo o quello”, “per tutti coloro che pensano che...”, ecc. ecc. ecc.). Vogliamo svelarvi una cosa per chi ancora non la sapesse: molti gruppi, sopratutto quelli con il titolo accattivante, sono creati appositamente per raggiungere centinaia di migliaia di utenti, se non milioni, in modo tale che fatto questo il fondatore del gruppo può vendere il gruppo stesso alle società di Marketing on line, che per avere le info di milioni di utenti pagano profumatamente. Spesso sono proprio queste società che creano questi gruppi idioti. Senza parlare di tutte quelle email fake che riceviamo su FB a pagamento o sul rallentamento di FB ecc. ecc. Quello che non capiamo è come voi possiate cascarci!

Riprendendo il discorso, forse molti precari non hanno ancora compreso cosa gli attende. Forse siete ancora troppo giovani per capire cosa significa arrivare a 40 anni e perdere il lavoro e non trovarne più di nuovi. Forse non capite ancora perchè magari foraggiati dai genitori (ma fino a quando?), o non conoscete la morte che si prova dentro quando l’impiegato di banca ti dice no all’ennesima richiesta di un mutuo per la casa, perchè magari hai deciso di farti famiglia, dato che essendo precario non hai garanzie. O non sapete ancora la rabbia che si prova quando ti chiedono di fare straordinario non pagato e o lo fai o vieni cacciato, o quando non puoi andare a farti le ferie con i tuoi amici perchè la tua azienda non te le paga e tu non hai soldi, o cosa significa essere a casa ammalato e non percepire nessun indennizzo perchè non si gode della mutua o ancora vedere il tuo datore di lavoro che ti chiede di aprire la partita IVA perchè da domani o lavori così o torni a casa. E in ultimo, forse ancora non capite che con la riforma sulle pensioni, se e quando riuscirete a raggiungere l’età pensionabile (e se ci riuscirete sarete fortunati), vi attende come assegno mensile di pensionamento il 40%-50% del vostro ultimo magro stipendio. Cioè oltre a vivere in miseria oggi che siete precari vi attende probabilmente una vita da barboni.

Se pensate che stiamo esagerando allora non avete ancora compreso bene il problema del precariato. Se ne avete voglia date un’occhiata al libro “Schiavi moderni”
(http://grillorama.beppegrillo.it/schiavimoderni/download.php?item=schiavi-moderni). Troverete diverse storie, tutte vere, identiche agli esempi citati e anche peggiori. Ecco perchè non comprendiamo come mai ci siano precari a cui piace ancora cazzeggiare su internet piuttosto che interessarsi a risolvere la loro situazione.

Ebbene oggi sono finiti i tempi del cazzeggio. Oggi noi precari non ce lo possiamo più permettere. Se è vero, riprendendo un detto francese, che abbiamo diritto sia al pane che alle rose (cioè oltre a ciò che ci sostiene anche a ciò che ci procura piacere, come il cazzeggio ad esempio), oggi dobbiamo capirlo tutti quanti; quelli che viviamo non sono più tempi di rose. Questi sono tempi ingrati in cui ci tocca tutti quanti utilizzare le nostre energie per un unico e solo scopo: eliminare il lavoro precario dalla legislazione italiana e ridare dignità a tutti i lavoratori.

Non vorremo essere troppo duri, ma rendiamoci conto che le lobby affaristiche e i poteri forti in generale proprio sul nostro non essere impegnati mantengono il loro potere. Pensate invece a quanto potere gli toglieremmo e ne acquisteremo noi, se tutti uniti riuscissimo a convogliare le nostre energie sui nostri obiettivi. Se invece di dargli buon gioco fossimo più combattivi e più consapevoli dei nostri diritti, di come sia stato facile perderli ma di come non sarà assolutamente impossibile riacquisirli. Ci vuole solo impegno, e perseveranza da parte di tutti noi. Impegno, perseveranza e sopratutto FIDUCIA da parte vostra verso questo progetto politico.

Mettiamocelo bene in mente tutti e ripetiamocelo ogni mattina quando ci alziamo dal letto e ci guardiamo allo specchio: o realizziamo questo progetto politico o ci toccherà vivere una vita di umiliazioni e miseria. Credeteci altre alternative non ci sono e chi vi dice che ci sono (i partiti tradizionali) vi prende per il culo, come se non l’avesse già fatto abbastanza nel corso di tutti questi anni da quando esiste il precaritato!
Noi ci siamo rotti i cosiddetti di essere presi per il culo, ora tocca anche a voi ribellarvi e combattere, insieme a noi, con tutte le vostre energie per realizzare questo progetto!!!

Grazie per l’attenzione.
Alla prossima
aboliamolavoroprecario@gmail.com

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