EMAIL INVIATA AL GRUPPO FACEBOOK - NOI SIAMO DIVERSI, NOI SIAMO PRECARI

Andare in basso

EMAIL INVIATA AL GRUPPO FACEBOOK - NOI SIAMO DIVERSI, NOI SIAMO PRECARI

Messaggio Da Admin il Ven Feb 19, 2010 1:41 pm

Salve a tutti,

Continuiamo con il nostro appuntamento quasi settimanale. Innanzi tutto cominciamo col ringraziare tantissimi di voi che ogni giorno ci inviate suggerimenti per nuove amicizie da introdurre nel gruppo (non facciamo nomi perché siete veramente in tanti). Grazie ancora e continuate così.

Oggi cercheremo di rispondere, come già abbiamo fatto sia via e-mail sia in bacheca, ai dubbi e alle perplessità di molti di voi quando ci chiedete se un partito che esista solo per eliminare il lavoro precario non sia riduttivo, se non sia meglio occuparsi anche di molte altre cose, come i salari troppo bassi, come un welfare poco protettivo ecc. ecc. A queste perplessità rispondiamo ricalcando un’e-mail inviata qualche giorno fa:

certo che un partito non può occuparsi solo del lavoro precario. Però cerchiamo di capirci per bene. Se qualcuno di voi pensa che eliminare il precariato sia facile o un po' difficile o comunque qualcosa che si potrà fare affrontando pochi problemi, si sbaglia alla grande. Eliminare il precariato sarà difficilissimo. Troppi sono i poteri forti che hanno basato su questa legge vergogna il loro sviluppo e il loro potere. Prima di intraprendere altre battaglie bisogna essere consci di quanto sarà complicato e duro riuscire ad affrontare e vincere questa battaglia contro il lavoro precario.


Primo perché oggi ci sono una gran quantità di precari che pensano che il lavoro precario sia l'unico modo per riuscire a guadagnarsi il pane quotidiano; perciò la prima azione è convincere tutti questi precari, che sono moltissimi, e vi assicuriamo che sarà tutt’altro che facile.

Secondo, per riuscire ad avere una opportunità che sia una di rendere questo progetto attivo e vincente, necessiterà unire una gran parte di precari, movimenti e associazioni varie, in un unico movimento politico cioè il nostro (inteso come di tutti noi precari) e questo ovviamente non sarà veloce né semplice perché ogni gruppo tende a rimanere nel suo antro e ogni amministratore di gruppo tende a tenersi per se le redini del gruppo (questo succede anche su FB dove alla richiesta di aiuto rivolta agli altri gruppi che si occupano di precariato solo un paio hanno risposto girando i nostri link ai propri iscritti, gli altri se ne sono fregati e qualcuno addirittura ci ha scritto dicendo che siamo della DIGOS e che volevamo rubargli i dati di profilo. Questo giusto per comprendere come i primi ostruzionismi sono da aspettarseli proprio dagli stessi precari e/o da coloro che dicono di difenderli).


Terzo, bisognerà riuscire a non farsi "fregare" dai poteri forti che faranno di tutto per distruggere questo movimento se e quando vedranno in esso una minaccia; ne parleranno male attraverso i media, cercheranno di dividerlo, magari proporranno poltrone in cambio di un ridimensionamento dei nostri scopi, e se vedranno che tutti i loro sforzi andranno a vuoto cercheranno anche di corromperci col denaro.

Insomma come potete vedere occuparci solo di questa battaglia sarà già qualcosa di molto complicato, lungo e difficile. Per conto nostro, con l’aiuto di tutti voi, cercheremo di mettercela tutta e quando riusciremo ad eliminare il precariato, perché ci riusciremo, potremo sicuramente dirigere il nostro interesse verso gli altri problemi che assillano i lavoratori e/o il popolo italiano.

Ma tutto ciò va fatto con calma e piena cognizione delle nostre forze e dei nostri limiti. Perché sopravvalutarsi è uno dei più grandi errori che si possa compiere e noi non possiamo permetterci di sbagliare proprio perché siamo una forza ancora da costituire.

Un’altra richiesta che ci viene fatta spesso è quella di rivelare i nostri nomi. Anche a questa abbiamo risposto a chi ce lo chiedeva per e-mail e in bacheca:


Il nostro è un account multiplo. Siamo un gruppo di precari, circa una ventina, sparsi in giro per l'Italia, anche se a scrivere siamo 5/6. Ci sono Gianluca di Torino, poi c'è Vittorio di Mestre, Tiziana della provincia di Roma, Rosa della provincia di Palermo, Salvatore di Bari, Aldo, Davide, Elena, Riccardo, Angela, Sergio ecc. Un nome e un cognome non tolgono né mettono nulla di più alla battaglia che stiamo affrontando.
Non stiamo nell'anonimato per scopi loschi, stiamo nell'anonimato, se così si può dire, semplicemente perché valiamo quanto chiunque altro. Non vogliamo fondare un partito che abbia un nome di riferimento a cui poi magari "regalare" una poltrona. Vogliamo fondare un partito che sia di tutti i precari, senza personalismi (e credeteci se vi diciamo che i personalismi uccidono i movimenti) e senza corsie preferenziali per nessuno, noi compresi.


Di diverso rispetto a tutti gli altri noi abbiamo solo il fatto che ci siamo, se così si può dire, "svegliati" prima e abbiamo dato avvio a questo progetto. Ma il progetto non è di Gianluca, né di Vittorio, né di Angela, né di Aldo, né di Tiziana, ecc. Il progetto è di tutti noi e ognuno di noi avrà le identiche possibilità di tutti gli altri all'interno del partito. Se avessimo fondato il gruppo sotto il nome di uno di noi avremmo creato una figura di riferimento, che magari gli altri si sentivano obbligati a seguire. Avremmo insomma imposto a tutti voi un leader. Non è questo lo scopo di questo movimento politico. I leader ovviamente ci saranno, perché è proprio di ogni essere umano avere figure di riferimento. Ma saremo tutti noi a sceglierlo, in base alle capacità che ognuno di noi saprà dimostrare. Ma non sono questi i tempi. Tutto questo avverrà solo quando saremo decine di migliaia e centinaia di migliaia. Ora siamo troppo pochi e deboli.

Detto questo, dobbiamo cercare di cambiare. Dobbiamo cambiare nel profondo e rifare tutto da zero. Dobbiamo eliminare dalla nostra testa certe logiche organizzative e impostarne di nuove, più democratiche, più ugualitarie, più meritocratiche. Ma per fare questo noi dobbiamo per primi dare l'esempio e crediamo di darlo agendo in questo modo.


In ultimo vorremo affrontare ancora una volta l’argomento partiti. Lo abbiamo già fatto nelle precedenti e-mail specificando come chi ancora crede che i partiti di qualunque colore, estremi e meno estremi, possano agire per eliminare il precariato, si illude alla grande. Sono proprio questi partiti che hanno fatto le leggi che hanno permesso il sorgere del lavoro precario e sono proprio questi partiti che durante gli ultimi 15 anni nei diversi governi mai hanno affrontato questo problema. Ci arrivano da tanti iscritti inviti a gruppi che sperano che la sinistra si unisca e combatta il precariato. Ci chiediamo. “tanto corta è la vostra memoria?”. E se vi dicessimo che proprio la sinistra, primo governo Prodi, con il famigerato pacchetto Treu, ministro del lavoro, con la legge 167 del 1997 ha legalizzato, per la prima volta in Italia, il lavoro interinale e perciò il precariato? Ma chi c’era nel primo governo Prodi? C’era tutta l’attuale sinistra, più l’IdV, compreso Rifondazione Comunista, con tutti gli uomini che oggi o si sono riciclati in altri partiti o se ne sono fatto un tutto loro (http://it.wikipedia.org/wiki/Governo_Prodi_I) e non ci ricordiamo che dopo questa legge di cui noi tutti ancora subiamo le vergognose conseguenze, qualcuno di questi partiti di sinistra e/o estrema sinistra, abbia alzato la voce o protestato o fatto cadere il governo. Ma anche la destra con la legge 30 del 2003 del secondo governo Berlusconi, ministro del lavoro Maroni, ha reso la precarietà quanto di più flessibile e senza regole potesse esserci. E anche lì non ricordiamo proteste o dimissioni. Se avessero voluto eliminare il precariato lo avrebbero fatto da tempo, lo vogliamo capire o no una buona volta?



E allora smettiamola di riferirci ai partiti, vecchi e/o nuovi (ma con gli stessi uomini di sempre). Noi soli saremo il partito che lavorerà per eliminare il lavoro precario; tutti gli altri raccontano fandonie e se ne fregano dei nostri problemi ma parlano di eliminare il precariato solo per “rubare” i voti di noi lavoratori precari. Come fanno gli avvoltoi quando strappano le carni a chi è in agonia. Noi stiamo morendo ogni giorno di più e questi ci vogliono fottere anche il voto! E quel che è peggio è che molti precari ci cascano e glielo danno. Stupidi!

Noi soli riusciremo ad eliminare il precariato perché noi siamo diversi. Noi il precariato lo viviamo ogni santo giorno sulla nostra pelle. Noi non intendiamo portare i nostri uomini nei consigli comunali o nelle provincie o nelle regioni. Non ci frega un c..o di tutto ciò, non ci interessano le poltrone o i soldi e il potere che queste possono procurare. Noi vogliamo solamente portare una nostra rappresentanza al Parlamento, dove si fanno e disfano le leggi, e lì lavorare per un unico scopo: cancellare il lavoro precario dall’ordinamento legislativo italiano. E questo perché noi siamo precari!!!


Prima di sostenere un qualunque partito che ha promesso di eliminare il lavoro precario, chiedetevi: è questo partito disposto a tutto, anche a rinunciare a tutti i posti di potere che ha in comune, provincia, regione, Parlamento, per eliminare il lavoro precario? E’ disposto a far cadere un governo, qualora fosse parte della coalizione di maggioranza, solo perché questa coalizione non vuole fare un decreto legge che elimini il lavoro precario? Datevi sinceramente una risposta e poi capirete che nessun partito è disposto a rinunciare ai soldi e al potere che le proprie cariche amministrative o Parlamentari gli procurano.

Noi invece siamo assolutamente disposti a tutto. Perché noi abbiamo una sola cosa in mente ed è quella di eliminare il lavoro precario e se gli altri partiti non ce lo permetteranno dovranno rinunciare al nostro appoggio e ai nostri uomini. E questo perché noi siamo diversi dagli altri partiti, NOI SIAMO PRECARI!!!


Alla prossima

aboliamolavoroprecario@gmail.com

Admin
Admin

Messaggi : 78
Data d'iscrizione : 17.02.10

http://aboliamoprecariato.forumattivo.com

Torna in alto Andare in basso

Torna in alto


 
Permessi di questa sezione del forum:
Non puoi rispondere agli argomenti in questo forum