BOZZA DI PROGRAMMA

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BOZZA DI PROGRAMMA

Messaggio Da Admin il Dom Feb 21, 2010 8:15 pm

Rispetto a quello che abbiamo spesso scritto attraverso le email al gruppo FB o i post del blog possiamo enunciare una bozza di programma (molto generico, si andrà nello specifico delle leggi più avanti) del nostro movimento politico. Si accettano suggerimenti.

1) ELIMINAZIONE DELLE LEGGI CHE PERMETTONO IL LAVORO PRECARIO.
2) DIMEZZAMENTO DELLE SPESE DELLA POLITICA (taglio spese Camera, Senato, eliminazione Provincie, taglio ai rimborsi pubblici ai partiti, taglio stipendi e benefit parlamentari)
3) LOTTA ALL'EVASIONE FISCALE E AL LAVORO NERO con maggiorazione delle sanzioni per chi evade il fisco.
4) LOTTA ALLA CORRUZIONE con maggiorazione delle pene per i corrotti e i corruttori.

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L'Italia che vorrei

Messaggio Da lascuolalogora il Dom Feb 21, 2010 11:46 pm

Tempo fa ho scritto un'ideale programma politico dal titolo L'ITALIA CHE VORREI. Ci ho messo quelle che (secondo me) sono le idee migliori di sinistra (in maniera prevalente) ma anche di destra. Ma sul lavoro, avevo ideato un concetto che nessuno vuole, né a destra né a sinistra: la sparizione della precarietà, l'esistenza di un solo tipo di contratto: a tempo indeterminato.
Nessuno lo ha voluto in passato e nessuno lo vuole. La prova è data dal fatto che la fantomatica sinistra vicina ai lavoratori quando è stata al governo ha passato più tempo a leccarsi le ferite delle guerre intestine che a pensare a noi derelitti della società.
La destra fa i cavoli suoi, ma la sinistra non è migliore, perché non impara nulla dal passato e dai suoi errori. La sinistra, in sostanza, è incapace di governare.
Come ci si può affidare a quanto già esiste?
Vi posto quello che era il mio programma politico ideale. Concentratevi in particolare sulla prima parte, e cioé il LAVORO (il programma è preceduto da una piccola introduzione).
Attendo i vostri commenti ( e, perché no, anche le vostre critiche, purché costruttive).
Buona lettura.

INTRODUZIONE

In questi ultimi anni stiamo assistendo ad una rapida ed esponenziale progressione nella perdita di tutti quei valori condivisi che hanno contraddistinto l’epoca dei nostri nonni. L’Italia del dopoguerra ha conosciuto un benessere precedentemente sconosciuto, frutto di una fisiologica reazione alle sofferenze del passato. Come ben recita un motto della saggezza popolare, “non tutto il male viene per nuocere”: nel caso della nostra storia, le difficoltà derivanti dalla truce guerra mondiale hanno spinto gli uomini ad unirsi, a farsi forza reciprocamente, a restare compatti, spinti da un moto di identità non individuale, bensì nazionale. Ma gli eccessi, si sa, alla lunga sono deleteri, e il benessere rapidamente conquistato nel dopoguerra si è presto tradotto in una società di disvalori: consumismo, individualismo, arrivismo. I facili entusiasmi del boom economico degli anni Sessanta hanno portato a vivere spesso al di sopra delle proprie possibilità; gli effetti, giunti qualche decennio dopo, sono stati deleteri ed oggi tristemente noti a tutti: la crisi dell’intero sistema socio-economico.
Sulla base di tale disamina, si ritiene opportuno tornare ad un sistema di valori perduti, ad un “nuovo Umanesimo” che metta al primo posto il bene comune, che poi altro non è se non il benessere di ogni singolo cittadino. Benessere che passa necessariamente attraverso la certezza del lavoro per tutti, la modernizzazione del Paese coniugata ad una ecologia e ad un rispetto dell’ambiente ormai quasi inesorabilmente compromesso, un accesso alla cultura facilitato e accessibile a chiunque, la fruibilità dei servizi tramite l’abbattimento della burocrazia e lo sviluppo delle moderne tecnologie e della multimedialità. Ma il cambiamento più grande, epocale se vogliamo, non è fatto di cose concrete, visibili, tangibili. Si tratta di un cambiamento di “mentalità”, processo inesorabilmente lento, tortuoso, sofferto, apparentemente inesistente perché invisibile. Occorre imparare dalla Storia a non commettere sempre gli stessi errori: la mentalità è la carta d’identità di un popolo, e la Storia la nostra fonte di insegnamento. Ognuno, poi, è artefice della propria sorte, che potrà anche essere stata scritta a-priori, ma che certamente è suscettibile di modificazioni sulla base del nostro agire quotidiano.
L’Italia deve tornare a godere di fama agli occhi del mondo, cosa che al momento non possiamo certo vantare, se si eccettuano il buon cibo, le bellezze paesaggistiche e parte dei prodotti del cosiddetto “made in Italy” che detiene elevati standard qualitativi. Trattasi di un deficit di mentalità, appunto, che inesorabilmente coinvolge tutti i settori del vivere civile. Sarebbe meraviglioso cominciare a provare il sentimento orgoglioso di chi fa invidia, invece di nutrire quella sensazione di invidia per quei paesi civili dettata dalla inadeguatezza e dalla vergogna di non potersi dichiarare tali. La civiltà dovrebbe essere un valore sottinteso in uno Stato occidentale che voglia definirsi democratico e sviluppato nel terzo millennio. E allora l’unica ricetta non può che essere il ritorno della coscienza critica individuale e collettiva.
Dobbiamo tornare ad investire pesantemente su tutti quei settori che sono vitali per lo sviluppo sano ed armonico di un Paese: la scuola, innanzitutto, vera fucina di un sapere che si sta tentando di assopire, forse perché non funzionale al potere. Un Paese timido, timidissimo, se non completamente anestetizzato nel reagire allo scempio che si è compiuto ai danni dell’Istruzione. E poi l’economia, sacrificata sull’altare del business a tutti i costi e dell’arrivismo globale che hanno miseramente fallito, deve tornare ad essere intelligente, positiva, sana, attenta più al bene collettivo che individuale. La sperequazione del denaro nelle società più sviluppate è qualcosa di altamente immorale: troppo pochi hanno troppo, e troppi non hanno nulla. E poi la cultura! Senza la cultura di è ricattabili, si è fantasmi.
Occorre sostanzialmente evidenziare ed interiorizzare i diritti-doveri di ogni cittadino. Tutti hanno il compito di metabolizzarli. I diritti devono essere chiari ed esigibili. I doveri devono esserlo altrettanto. Rispetto delle regole e certezza della pena devono essere capisaldi su cui fondare la nuova società: l’Italia non può più tollerare la presenza di furbi, delinquenti, arrivisti senza scrupoli, politici ignoranti o inquisiti. L’Italia deve tornare ad essere un paese serio e laborioso. Solo attraverso lo sforzo di tutti si potrà costruire una società in cui i nostri figli potranno sentirsi orgogliosi dei loro padri, e desiderosi a loro volta di procreare. Non è più possibile vivere nella precarietà, nell’impedimento a vivere una vita compiuta, perché non esistono le condizione economiche per mettere al mondo un figlio. Tutto ciò è inammissibile.
Ogni forza politica ha al suo interno idee socialmente condivisibili e aspetti più opinabili. Il lavoro ideale da compiere sarebbe quello di individuare tutti quegli aspetti positivi che non siano tuttavia criticità per gli altri, secondo l’ottica suindicata del bene comune. Quello che non deve essere mai perso di vista è l’interesse collettivo, che scalzerà definitivamente quello individuale: chiamasi coscienza nazionale. Cosa sia peggio e cosa sia meglio è aspetto assolutamente soggettivo; esistono tuttavia una serie di valori che dovrebbero essere indubbiamente condivisi, e condivisibili, e che non sono tali per ovvie strumentalizzazioni politiche. Le accuse di populismo rivolte ad alcuni politici non sono sempre giuste: esiste evidentemente anche un populismo buono, se fa rima con bene comune. In questo programma si troveranno pertanto idee di sinistra, di centro e di destra. I colori non importano, le ideologie sono superate.
Tale deve essere lo scopo della politica: quello di permettere il benessere psicofisico dei propri cittadini, in un’ottica di valori che scalzino i dis-valori attualmente presenti: siamo in una società che ha conosciuto, in tal senso, una crisi forse senza precedenti. La felicità è certamente una chimera, il benessere naturalmente non lo è. La politica ha il dovere di assumersi questo gravoso impegno, non dimenticandosi nemmeno per un attimo che i suoi membri, democraticamente eletti, rappresentano la volontà dei cittadini, che concedono loro un potere enorme, da esercitare con saggezza.












PROGRAMMA

LAVORO
Il lavoro è un diritto. Lo stato deve impedire l’esistenza del precariato e della flessibilità, garantendo un’occupazione a chi ne fa richiesta. L’offerta deve essere almeno pari alla domanda. Qualora fosse inferiore, lo Stato garantisce un sussidio di disoccupazione nei periodi di astensione dal lavoro (sul modello dei Paesi nordeuropei), con l’impegno di sospenderlo al più presto, sostituendolo con un impiego. E’ interesse dello Stato non pagare a vuoto, per cui si impegna a fornire offerte lavorative ai cittadini attraverso appositi centri per l’impiego. Se il cittadino rifiuta l’impiego, gli viene sospeso il sussidio di disoccupazione, a meno di gravi e comprovati motivi, certificabili, che attestino l’impedimento allo svolgimento del lavoro. I centri per l’impiego si coordinano con le agenzie interinali con un’unica banca dati nazionale condivisa. Sparizione del precariato e della flessibilità: dopo un periodo di prova di 15 giorni, i contratti diventano tutti a TEMPO INDETERMINATO. Lo Stato incentiva con finanziamenti alle imprese le assunzioni, che possono avvenire solo se a tempo indeterminato. Il nero viene impedito con controlli massicci e serrati, con pene pecuniarie severissime per chi non ottempera a tali obblighi. Di fronte al rischio di chiudere se scoperte, le aziende si adegueranno.

SICUREZZA E GIUSTIZIA
Potenziamento delle forze di polizia, carabinieri, guardia di finanza. Pattugliamento serrato delle città, notturno e diurno, specie nelle zone difficili o a rischio, il tutto con discrezione e senza abusi di potere. Prevedere altresì la presenza di infiltrati (poliziotti in borghese che si mischino fra i cittadini) e auto in borghese (non riconoscibili come della polizia) su strade e autostrade, al fine di limitare drasticamente le infrazioni. Occorre instaurare il rispetto delle regole nei cittadini, ma in un primo tempo questo può avvenire solo con la repressione delle irregolarità. In sostanza, sarebbe necessario uno “stato di polizia” ma senza gli eccessi degli stati di polizia del passato (come avvenuto ad esempio in Sudamerica). Una presenza massiccia e discreta al tempo stesso. Abolire l’indulto, prevedendo piuttosto la costruzione di un ingente numero di carceri. Chi sbaglia paga. La legge è veramente uguale per tutti. Totale indipendenza della magistratura dalla politica. Operazione Parlamento pulito (via i condannati). Stop ai privilegi e agli sprechi per i condannati. Tenuti saldi i diritti umani, ai condannati vengono riservati, senza eccezione alcuna, se non per gravi e comprovati motivi di salute, lavori distinti in due tipologie: lavori forzati per mafiosi, assassini e pedofili, lavori di pubblica utilità per tutti gli altri.

IMMIGRAZIONE
L’Italia è un paese libero e democratico, privo di frontiere. Tutti gli esseri umani sono liberi di circolare senza vincoli sull’intero territorio nazionale, senza distinzione di razza, sesso, religione, etnia. Vige l’unico obbligo a regolarizzare la propria posizione all’ingresso in Italia (visto turistico, richiesta residenza, asilo politico, etc.). I documenti vengono rilasciati in appositi uffici immigrazione presenti in tutti i capoluoghi di provincia. Si può permanere in Italia anche senza un lavoro, ma chi delinque va in galera, con certezza della pena.
GRANDI OPERE E MODERNIZZAZIONE
Sollecitare la realizzazione delle Grandi Opere, in quanto funzionali e indispensabili alla crescita di un grande paese occidentale del terzo millennio. Il termine “Grandi Opere” non deve tuttavia significare cementificazione selvaggia, ma compatibilità con l’ambiente e l’ecosistema. La posizione ideale è la mediazione tra i “no a prescindere” della sinistra e la “cieca cementificazione” della destra. Si a TAV, ponti e quant’altro serva alla modernizzazione del Paese, ma solo se ecocompatibili. L’impatto ambientale va tenuto in grandissima considerazione e ridotto ai minimi termini (renderlo nullo sarebbe pura utopia, a meno di ritornare al medioevo, quindi meglio essere realisti). Dire sempre no fa male al Paese al pari della cementificazione senza scrupoli.

ETICA/RELIGIONE
L’Italia è uno stato laico e sovrano (sul modello francese). Il Vaticano, in quanto Stato estero, non deve in nessun modo interferire negli affari nazionali, né dettare modelli di vita strumentalizzando la fede dei cittadini. Nelle scuole, l’ora di religione è abolita. Chi ha interesse a seguire corsi di religione è libero di farlo, ma privatamente, in orari extra-scolastici. I cittadini sono liberi di esercitare i loro diritti in materia di eutanasia, ricerca scientifica su cellule staminali, crioconservazione, testamento biologico (sul modello di Paesi avanzati come l’Olanda o i Paesi Scandinavi). Nessun cittadino deve arrogarsi il diritto di decidere sulla vita altrui. Il testamento biologico viene stilato al compimento della maggiore età, e può essere modificato in itinere in qualunque momento nel corso della vita. Tutto è regolamentato dallo Stato, che vigila in accordo con strutture private altamente specializzate.

SANITA’
I cittadini pagano tasse elevate, ma direttamente proporzionate ad elevatissimi standard qualitativi e ad un sistema sanitario totalmente efficiente. Il welfare si basa sul modello dell’Emilia Romagna, che prevede la gratuità di molti servizi, o in alternativa ticket sostenibili, a prezzi commisurati al reddito e comunque popolari.
TURISMO
L’Italia ha la fortuna di avere potenzialità smisurate a livello turistico, alle quali non fa da contraltare il primato mondiale come numero di visite. Migliaia di chilometri di coste, ottimo cibo, meteo favorevole, bellezze architettoniche e artistiche: un patrimonio smisurato che occorre tutelare e mettere in mostra, con oculatezza e organizzazione. Il turismo va incrementato in modo deciso, prevedendo ad esempio percorsi ampiamente messi a disposizione dei turisti, che devono sapere come muoversi perché adeguatamente informati. Tutti i comuni italiani hanno l’obbligo di installare dei grossi pannelli turistici all’ingresso delle città e nei loro dintorni (reti stradali e autostradali), allo scopo di presentare le proprie bellezze visitabili. Cartelli come “cosa potete visitare qui”, già presenti da tempo in alcune città, devono essere previsti ovunque, dai borghi di pochi abitanti alle metropoli. Potenziare e incrementare l’efficienza degli uffici turistici, spesso inefficienti, se non chiusi o addirittura inesistenti.

TRASPORTI
Priorità assoluta al Sud, che giace in una situazione obsoleta e medievale. La Salerno - Reggio Calabria, ad esempio, deve diventare come la Bologna – Milano. Il Paese deve essere facilmente transitabile da nord a sud e da est a ovest, annullando quelle sacche di non-luoghi oggi pressoché irraggiungibili. Occorre inoltre potenziare e rendere efficienti gli aeroporti già esistenti, prima di valutare la possibilità di costruirne degli altri in zone poco servite attualmente. Molti aeroporti minori giacciono in stato di abbandono perché non convenienti per le compagnie aeree, per cui occorrono politiche che incentivino ad un “cambiamento di rotta”. Per quanto riguarda i treni, è necessaria un’ampia concorrenza, al fine di migliorare i servizi ed abbassare i costi delle tariffe per gli utenti. No al monopolio FS. TAV estesa in tutta Italia.

AGRICOLTURA E COMMERCIO
Sostenere e incentivare la filosofia slow-food in campo agro-alimentare attraverso la produzione e vendita di prodotti tipici locali e coltivati mediante agricoltura biologica. La vendita deve essere diretta: da produttore a consumatore, senza intermediari. La filiera va abbattuta: si torna ad un rapporto diretto del consumatore con il contadino, lavoro quest’ultimo spesso rifiutato dati gli scarsi profitti. In questo modo ci guadagneremmo tutti, e senza gli sprechi o le speculazioni delle multinazionali che attualmente detengono il monopolio della grande distribuzione organizzata. Occorre poi recuperare i terreni abbandonati incentivando la loro coltivazione grazie ad adeguate politiche ed incentivi economici. Ove ciò non sia possibile, prevedere la costruzione di strutture socialmente utili. Ridurre drasticamente la presenza di terreni incolti. Incrementare il commercio su treni e navi, riducendo sensibilmente l’utilizzo di TIR. Le autostrade devono essere riservate alle auto, le merci viaggiano altrove, salvo casi eccezionali.

ECONOMIA, TASSE E LOTTA ALL’EVASIONE FISCALE
Dichiarare guerra agli evasori fiscali. Pagare tutti, per pagare meno. Quando tutti pagheranno, si otterrà come conseguenza la graduale riduzione delle tasse. Controlli serrati della guardia di finanza, sistematici per tutti e non a campione. Riduzione dell’IVA (al pari dei Paesi virtuosi d’Europa che godono di una migliore tassazione). Questo incentiverebbe anche i consumi e la circolazione del denaro. Le tasse vanno pagate in proporzione al reddito. Chi più ha, più paga. I redditi devono essere pubblici. Chi lavora e non delinque non ha nulla da nascondere. Denunciare le incongruenze con servizi sms al fisco da parte dei cittadini (come avviene in Finlandia, dove se un dentista dichiara meno di un macellaio evidentemente è un evasore e viene segnalato). Lo Stato predispone periodicamente incentivi a seconda dei settori in difficoltà. La tassazione è sul modello scandinavo: a tasse elevate corrispondono stipendi adeguati e servizi elevati. In ogni caso le tasse si pagano in proporzione al reddito. Stop agli sprechi, ovunque: istituire un’apposita commissione che si occupi di individuarli ed eliminarli. Potenziare il sistema di controllo dei prezzi: guerra ai “cartelli”, agli accordi segreti, al rialzo ingiustificato dei prezzi. E’ fondamentale innescare una filiera composta esclusivamente da produttore e consumatore, senza intermediari. Controllo dei ricarichi fiscali specialmente nei settori primari (alimentare) ma anche in quelli secondari come i trasporti (auto, carburanti) e nei servizi al cittadino. Politiche a sostegno del reddito in caso di oggettive difficoltà economiche.

MEDIA (STAMPA/TV/INTERNET)
Internet: prevedere la diffusione dell’ADSL wireless sull’intero territorio nazionale.
Stampa: Per i quotidiani valgono le leggi del libero mercato e della concorrenza. Stop ai finanziamenti a pioggia e agli aiuti statali: chi vende va avanti, chi non ce la fa chiude. I privati però sono liberi di finanziare a proprie spese, se lo desiderano, ma senza conflitto di interessi (un politico non può finanziare un giornale).
Televisione: Stop al conflitto di interessi: chi detiene TV, non può avere potere politico, e viceversa. Abolizione del canone, balzello obsoleto e ingiusto. La Rai si finanzia con la pubblicità, esattamente come le reti private. La TV di qualità, per canali mediatici, privata, è giusto che vada pagata. La TV di Stato, generalista, pubblica, deve essere gratuita. Stop all’esplosione di reality e trasmissioni-spazzatura. Occorre un controllo serio sulla qualità dei programmi. Non si pretende che tutte le reti siano come Rai3 (una TV interamente così sarebbe noiosa e poco varia) ma la cultura va incrementata e non annichilita.

ISTRUZIONE
Assorbimento di tutti i precari della scuola sugli effettivi posti disponibili. Spariscono i contratti a tempo determinato: il personale della scuola, così come quello di tutti gli altri settori, lavora con contratto a tempo indeterminato. Ripristino delle compresenze nella scuola primaria, sulla base di quello che è stato per anni un modello di eccellenza nel mondo. Nella scuola secondaria di primo e secondo grado, istituzione del bilinguismo obbligatorio, con pari dignità alle lingue straniere (3 ore inglese, 3 ore seconda lingua comunitaria a scelta delle famiglie). Nelle scuole secondarie di secondo grado, inoltre, occorrono tirocini scuola-lavoro: lo studio deve essere finalizzato allo sbocco lavorativo già prima dell’Università, e non fine a se stesso.

BONUS BEBE’ E INFANZIA
Il Paese invecchia inesorabilmente: vanno istituite politiche economiche che incentivino a fare figli. Prevedere sgravi fiscali per le famiglie numerose. Creazione di aree verdi, parco giochi e centri per l’infanzia a gestione comunale. Le città devono essere il più possibile a misura di bambino (zone pedonali, piste ciclabili, parchi, etc.).

POLITICHE GIOVANILI
Per le discoteche vige l’obbligo di creare l’obbligo di istituire convenzioni con ditte trasporti per fornire un disco bus al fine di prevenire le stragi del sabato sera. Al locale si ha accesso solo esibendo il biglietto “Disco&Bus”. Favorire inoltre lo sviluppo di spazi di aggregazione giovanile (così come previsto per gli anziani). Promuovere gli scambi alla pari con l’estero, e gli stage formativi.


ANZIANI
Predisporre centri ricreativi per gli anziani (sul modello dell’Emilia Romagna). Sviluppare occasioni di incontro fra anziani e cittadinanza, organizzando giornate della memoria in cui la saggezza e l’esperienza degli anziani venga condivisa con i più giovani (racconti di guerra, racconti dei sacrifici del passato che aiutino i più giovani ad apprezzare di più quello che hanno).

CASA
Piano casa per soggetti in stato di indigenza. Offrire alloggi a canoni socialmente sostenibili. Recuperare tutto il patrimonio abitativo esistente e sottoutilizzato. Promuovere un Piano di Edilizia Popolare. La casa deve essere un diritto per tutti. Le nuove costruzioni devono rispondere in maniera rigorosa a tutti i più moderni requisiti in materia di bioedilizia (pannelli solari etc.)

LOTTA AGLI SPRECHI
Gli sprechi vanno individuati dove sono tali, non certo nella scuola, nella sicurezza, nei servizi). Auto blu, sprechi burocratici in genere vanno ridotti sensibilmente. I cittadini possono segnalare abusi e sprechi che verranno presi in esame dai comuni, che interverranno in tal senso.

CULTURA
L’Italia deve diventare un Paese culturalmente avanzato. Potenziare le biblioteche ed il loro utilizzo, prevedendo una tessera che permetta la consultazione ed il presto gratuito di libri e prodotti multimediali (cd, dvd) per tutti i residenti. Promuovere il cinema, attraverso una politica di prezzi popolari e convenzioni con studenti, giovanissimi e anziani; promuovere lo sport, pubblicizzando anche sport diversi dal calcio tramite un’opera costante di sensibilizzazione nelle scuole. Le Università promuoveranno corsi serali (gratuiti o a basso costo) per la cittadinanza, su varie discipline. Le Università italiane devono essere poli di eccellenza.

MILITARIZZAZIONE
L’Italia ripudia la guerra in tutte le sue forme. Stop alle “missioni di pace” (missioni di guerra).

SERVIZI AL CITTADINO E WELFARE
Eliminazione delle barriere architettoniche, ove possibile. Costruzione di piste ciclabili e incentivi all’acquisto di cicli. Riservare spazi comunali per l’esibizione di gruppi musicali giovanili: ingressi a prezzi popolari (1-2 euro). I gruppi si fanno conoscere e hanno un margine di guadagno, mentre la cittadinanza ne guadagna in vitalità della città. Estendere l’iniziativa anche alle altre arti (non solo gruppi musicali ma anche teatrali, sportivi, etc.). Incremento della cultura a prezzi accessibili a tutti. Il Servizio Sanitario Nazionale è gratuito.

AMBIENTE
Bioedilizia obbligatoria su tutte le nuove costruzioni, e politiche che incentivino la riconversione e l’adeguamento per le vecchie costruzioni. Grandi Opere ecocompatibili. Raccolta differenziata porta a porta (come già avviene nei Comuni virtuosi delle zone alpine e montane d’Italia). Chi non differenzia viene multato. Un operatore comunale passa casa per casa ad orari e giorni prestabiliti e ritira la spazzatura già suddivisa dalle famiglie in differenti sacchetti di diverso colore (carta, plastica, vetro, etc.). Ampia diffusione dei presidi slow-food. Costituzione massiccia di parchi e aree verdi in tutti i comuni. L’Italia deve essere un polmone verde (come la Gran Bretagna o l’Irlanda).

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re:l'Italia che vorrei

Messaggio Da viking il Lun Feb 22, 2010 1:22 am

Bel programma anche se credo che la prima cosa da fare sia reperire abbastanza soldi per poi fare tutto quello che scrivi. Perché per fare quello che hai scritto ci vogliono molti soldi perciò probabilmente la prima cosa è la lotta contro l'evasione fiscale e se poi funziona con i soldi ricavati si possono fare tutte le altre cose.

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Agenzie interinali

Messaggio Da manuele il Mar Apr 06, 2010 2:36 pm

sono contrario alle agenzie interinali, perche' e' proprio con la nascita di queste che si e' creato il lavoro precario, non solo, queste fanno in modo che si creino le blak list di operai che quindi no riesono piu' a trovare lavoro, cosa che credo stia succedendo a me' per il motivo che ho fatto ricorso ai sindacati. Ciao.

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Re: BOZZA DI PROGRAMMA

Messaggio Da Admin il Mar Apr 06, 2010 10:37 pm

manuele patane' ha scritto:sono contrario alle agenzie interinali, perche' e' proprio con la nascita di queste che si e' creato il lavoro precario, non solo, queste fanno in modo che si creino le blak list di operai che quindi no riesono piu' a trovare lavoro, cosa che credo stia succedendo a me' per il motivo che ho fatto ricorso ai sindacati. Ciao.

Le agenzie interinali come sono organizzate oggi rappresentano solo un caporalato legalizzato. L'abbiamo scritto più volte che è nostra intenzione riorganizzarle come uffici di collocamento che non lucrino sul lavoro a chiamata.

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Re: BOZZA DI PROGRAMMA

Messaggio Da dernia il Mer Mag 05, 2010 2:47 pm

Sarei anche d'accordo con il programma esposto,ma se non erro uno dei principali obiettivi era di concentrarsi sul tema del lavoro.
Lasciamo stare temi come l'ora di religione.Io non ho battezzato mia figlia ed ho litigato con il mio ex per un anno per non farla
frequentare a lei,ma questi non sono argomenti pertinenti in questo contesto

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Re: BOZZA DI PROGRAMMA

Messaggio Da Admin il Mer Mag 05, 2010 3:50 pm

Hai ragione. Questi in effetti sono argomenti che oggi è troppo presto trattare

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Re: BOZZA DI PROGRAMMA

Messaggio Da RiccardoSabatiello il Ven Mag 14, 2010 4:34 pm

sto programma non si può vedere...
se si vuole discutere sui punti e sulle modalità di inizializzare la caduta del precariato facciamo un discorso costruttivo...

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Re: BOZZA DI PROGRAMMA

Messaggio Da Admin il Ven Mag 14, 2010 5:00 pm

RiccardoSabatiello ha scritto:sto programma non si può vedere...
se si vuole discutere sui punti e sulle modalità di inizializzare la caduta del precariato facciamo un discorso costruttivo...

Certo hai ragione. Ma il discorso per eliminare il precariato è abbastanza semplice. Cercare di organizzarci al meglio in modo da avere quanti più attivisti in giro per l'Italia. Una volta raggiunto un numero sufficiente fare una bella riunione tra i referenti (in modo da conoscerci meglio) e poi decidere i passi per diventare partito. Una volta diventati partito iniziare a battere tutto il territorio in modo da far conoscere il nostro principale intento e aggregare a noi quanti più precari. Cercare di sfondare il 4% per andare in Parlamento e una volta lì ricattare qualunque forza volesse il nostro appoggio in modo che sappia che per averlo come primo atto di governo si dovrà eliminare il precariato.
Tutto il resto per ora può attendere (e ce ne sono di cose da fare, tipo eliminare una volta per tutte i privilegi della casta ad iniziare dagli enormi stipendi ai benefit assurdi ecc. ecc.-abbiamo già fatto un post su questo: http://aboliamolavoroprecario.blogspot.com/2010/02/un-programma-per-crederci-tagliare-i.html)

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Re: BOZZA DI PROGRAMMA

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