SCUOLA: SUPERIORI, LA RIFORMA CANCELLERA' I PRECARI

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SCUOLA: SUPERIORI, LA RIFORMA CANCELLERA' I PRECARI

Messaggio Da Admin il Mar Feb 23, 2010 4:02 pm

Da L'Unità

Finirà così. Finirà che a partire dal prossimo settembre tutti gli insegnanti precari usciranno dalla scuola. Il ministero rassicurerà, ritornerà a promettere ammortizzatori sociali senza avere il becco di un euro e quant’altro.

La riduzione oraria nelle superiori, così come nelle elementari e nelle medie (dove è operativa da un anno) abbinata al prosciugamento totale dei fondi per l’autonomia a questo porteranno. Ci saranno ancora forse una piccola porzione di incarichi annuali e supplenze temporanee nei licei. Anche no, vediamo perché.

Esattamente in queste settimane le scuole stanno facendo delle proiezioni teoriche su quanti insegnanti serviranno, ipotizzando anche sulle iscrizioni che però si chiudono a fine marzo, la cui consistenza si saprà dopo Pasqua. Gli istituti tecnici hanno il taglio di ore più significativo perché la riforma partirà dal primo anno e toccherà anche i successivi tre, ad esclusione del quinto. Quattro ore perdute per ogni anno: 16 ore in tutto. Ci sono professori che già oggi sanno che le loro diciotto ore canoniche non le avranno più. Saranno spezzati su più scuole. Soprattutto in aree o troppo grandi o troppo piccole si creerà un discreto disagio con insegnanti che dovranno correre da una scuola all’altra, spesso distanti, con incastri di orari non agevoli, ovviamente tutto a loro spese: togliete su uno stipendio medio di milleequattrocento euro almeno cento per spostamenti.

Obbligati perché il ministero vuole risparmiare e troverete, si fa per dire, un mondo di professionisti felici.

Ma il problema è anche un altro. I cosiddetti spezzoni utilizzati per completamento orario sono possibilità rubate a colleghi precari che proprio quelli andavano a prendere per insegnare, vivere e fare un po’ di punteggio. Non ci saranno più. Sarà, dunque, un’altra guerra tra poveri, tra garantiti ma per nulla soddisfatti nel rapporto costi personali/ricavi e non garantiti. I sindacati su questo punto avrebbero, poi, alzato le braccia puntando ad una tutela ferrea degli insegnanti di ruolo. Ricorrendo all’espediente dell’organico funzionale i sindacati dei prof tentano di evitare la frammentazione dell’attività di un docente su più scuole: consentire in quella di appartenenza il completamento orario con attività a progetto per coloro che dall’anno prossimo non arriveranno a completare le 18 da contratto previste nella propria materia. Esempio: ne hai quattordici in diritto, le altre quattro resterebbero a disposizioni per fare supplenza o per altre attività previste dalla scuola. Il ministero vorrebbe elevare a 21 quand’anche a 22 l’orario dei primi in graduatoria di ruolo e non occuparsi dei cosiddetti perdenti posto per contrazione oraria, ma almeno su questo i sindacati non dovrebbero cedere.

Per i precari, comunque, non ci sarà granché da fare. E quando la riduzione oraria scatterà integrale anche nei licei il processo di sparizione cattedre temporanee sarà completato. Sarà contento Tremonti per il ritorno in bilancio, meno migliaia di famiglie italiane.

Il processo, dunque, è inesorabile. La Cgil ha annunciato ricorso alla Corte costituzionale sulla cosiddetta riforma Gelmini: in effetti ci sono gli estremi per affermare la violazione del principio di eguaglianza perché vi è disparità di trattamento tra tecnici e licei. Ma i tempi di un pronunciamento sono lunghi e il taglio orario entrerà comunque in vigore. Quel che viene da chiedersi è perché una battaglia politica più consistente dal sindacato e dal centrosinistra non sia stata fatta prima. I primi a chiederselo sono i professori.

22 febbraio 2010

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LETTERA DEI PRECARI DELLA SCUOLA

Messaggio Da Admin il Mar Mar 02, 2010 11:26 am

Siena 15 febbraio 2010. Lettera a nome di tutti gli abilitati IX ciclo SSIS e Sostegno della Toscana (Siena, Pisa e Firenze), che, pur avendo titoli e servizi, non sono stati inclusi come beneficiari nel decreto “salva precari”

Chi vi scrive sono docenti abilitati all’insegnamento con l’ultimo ciclo SSIS, in possesso di titoli e/o servizio lavorativo pregresso all’a.s. 2008/2009,quindi totalmente esclusi dal salva precari.

La motivazione per cui si scrive è l’assenza, da noi riscontrata, di uno spazio di ascolto delle problematiche di migliaia di precari abilitati come noi. Vogliamo sollecitare i Sindacati a preparare un’ azione a nostra difesa in Ministero della P.I..

Il salva precari del personale scuola è una norma varata in Consiglio dei Ministri dal Governo, che consente di tutelare i precari della scuola, nel nostro caso i docenti di scuola secondaria, che danno prova di aver lavorato almeno nell’anno scolastico 2008-2009 e chi ha maturato punteggi per titoli e servizio in modo non continuativo (180 gg. di servizio in una stessa scuola) negli anni precedenti all’ultimo. A detta di molti, tra colleghi e sindacati, questo rappresenta un provvedimento anticostituzionale, agevolando solo i pochi che rientrano nel ricorso. È sì un ammortizzatore sociale ma non per tutti i cosiddetti “precari”, ma solo per una parte di essi. In sintesi, chi ha più punti per titoli e servizio di un ricorsista del salva precari che magari ha lavorato in modo continuativo nell’a.s. 2008-2009, si trova penalizzato per il fatto di non aver lavorato l’anno scorso.

Una legge per molti anticostituzionale anche per la stampa della quale forniamo parti riscontrabili nelle fonti inserite a fine documento.

Il 24 novembre 2009 Napolitano promulga la legge. Il provvedimento, che è inserito nel decreto legge Ronchi (che in realtà riguarda l’ambiente), interesserà quindi SOLO circa 12 mila docenti che fino allo scorso anno hanno avuto supplenze annuali. I precari ABILITATI RESTANTI, diventati «invisibili», SONO INVECE OLTRE 25 MILA: coloro che magari non hanno lavorato continuamente in una stessa scuola, pur avendo conseguito l’abilitazione, vengono esclusi dal decreto.

13MILA persone, tra cui gli scriventi SSISSINI del IX ciclo della Toscana, RESTANO ALL’ASCIUTTO DI TUTTO. Il Ministro Gelmini questo non lo dice, lo nasconde. Preferisce dire che la Finanziaria «prevedeva un taglio di 43.000 Posti. Di questi 30.000 si sono liberati attraverso i pensionamenti. Restano 12-13.000 insegnanti che hanno il diritto all’indennità di disoccupazione».

L’ultima recentissima notizia che porta sconforto a chi tra NOI confidava almeno nelle supplenze di Istituto del prossimo anno, è che anche per l'a.s. 2010/11 è stato approvato l’ emendamento “salva precari”.



× LA VIA «PREFERENZIALE» PER POCHI E LA CREAZIONE DI “SOTTOGRADUATORIE” NON VALUTABILI PER PUNTEGGIO DI TITOLI E SERVIZIO.



Con questo provvedimento SOLO gli insegnanti ricorsisti, potranno avere, secondo la versione del Ministro, una via preferenziale per rimanere all’interno della scuola, attraverso le supplenze brevi. Secondo il ministro Gelmini con questa norma, inserita in un decreto legge e quindi immediatamente efficace, «il Governo ha mantenuto un impegno preciso e importante che anche i sindacati aspettavano con ansia». I sindacati, che chiedono un piano per le immissioni in ruolo, si dicono soddisfatti a metà.

Più agguerrita fra tutte è la Flc-Cgil. «Il Governo non ha accolto nessuna delle richieste sindacali - ha detto Mimmo Pantaleo - La proposta dei contratti di disponibilità resta fumosa, insufficiente e iniqua. Dalle parole del Ministro non risulta chiaro chi siano i destinatari del provvedimento». Anche i Comitati insegnanti precari ribadiscono la loro contrarietà ai contratti di disponibilità: «Non

risolvono l’emergenza, sono solo un palliativo con un parziale mantenimento del reddito». I docenti in presidio sotto il ministero dell’Istruzione lo gridano forte nei megafoni: «Restano fuori dal provvedimento del governo i docenti che hanno avuto incarichi dai presidi e non con l'assegnazione annuale, e tutti coloro che hanno maturato un anno di servizio tra diverse scuole insegnando materie diverse”. Col “salva precari” c’è un tentativo di spezzare il fronte dei precari creando una fascia di serie A ed una di serie B. La prima, secondo criteri da chiarire, beneficerà della disoccupazione e della possibilità di insegnare attraverso le supplenze brevi di Istituto; la seconda sarà costituita dai precari più giovani che fino ad oggi hanno vissuto proprio con le supplenze brevi: per loro il Ministro Gelmini può promettere solo zero ore a zero euro». Noi aggiungiamo “zero punti”, a differenza dei fortunati precari rientrati del provvedimento, che anche senza ricevere un incarico, possono maturare punti.



× IN ESTREMA SINTESI COSA STA SUCCEDENDO A SCAPITO DI ABILITATI E NON ABILITATI ISCRITTI NELLE GRADUATORIE DI ISTITUTO.

Come già detto il “salva precari” è un provvedimento che si applica sulle chiamate degli Istituti (non del Provveditorato) e tutela, pur essendo stato definito un “ammortizzatore sociale”, solo ed unicamente quei docenti che l'anno scorso hanno lavorato almeno 180 giorni nella stessa scuola e che hanno vinto tale ricorso. A seguito di tale tutela, chi è stato scelto magari a punteggio minore di altri, ma nella unica e sola qualità di ricorsista, bypassa i colleghi con maggiore punteggio, matura dunque punti e usufruisce anche di un terzo ammortizzatore sociale, la disoccupazione.

Preme precisare che il nostro Ministro ha così decretato che per lei i “precari” sono solo ed unicamente quelli che hanno lavorato lo scorso anno scolastico. In particolare parliamo di quella fascia di persone che hanno conseguito l’abilitazione del IX ciclo e che pur avendo i titoli tali (punteggio da titoli o servizio),sono stati ingiustamente penalizzati: questo decreto penalizza fortemente coloro che, abilitatasi nell’ultimo ciclo SSIS (IX) pur avendo titoli (dottorati o master) e servizi pregressi, tali da superare i colleghi fortunati inclusi nel decreto, si trovano paradossalmente sorpassati da chi ha un punteggio lievemente minore al loro.

Per inciso, fino ad oggi lo scorrimento delle Graduatorie di Istituto e di Provveditorato si è sempre basato esclusivamente sulla valutazione dei titoli e dei servizi e non su sistemi anticostituzionali simili a quello che citiamo. Grazie a questo decreto il punteggio non è più quindi l’unico parametro di valutazione, come sempre è stato fino ad oggi.



× ABILITATI NON RIENTRANTI NEL SALVAPRECARI.

Chi è in I fascia nelle Graduatorie di Istituto e non ha lavorato nella stessa scuola per 180 gg nell’anno scolastico precedente (2008-2009), pur avendo maturato più punteggio in servizio e titoli di quei precari fortunati che sono salvati, viene penalizzato e non rientra. Preme precisare ancora il caso del IX ciclo SSIS,l’ultimo ciclo abilitante per la Scuola Secondaria,che anche in questo si è trovato fortemente ostacolato sin dalla sua nascita dal Ministro Gelmini e TOTALMENTE ABBANDONATO. Ci sono fasce di precari, soprattutto negli ultimi abilitati, che pur avendo punteggi di titoli o di servizio prestati prima dell’abilitazione, si trovano fuori dal mondo del lavoro,per la prima volta dopo un decennio almeno.

Paradossalmente, i precari che hanno avuto la fortuna di avvalersi del “salva precari” guadagnano punti in caso di lavoro (e disoccupazione) o di fermo, e resta indietro chi ha lavorato e maturato più punteggio in ordine di titoli, negli anni precedenti allo scorso.

Ci serve un interlocutore che lavori anche per gli altri abilitati,meno fortunati. Non abbiamo trovato ancora nessuno con questo ruolo,che ci ascoltasse e che facesse qualcosa di concreto per risolvere una situazione che ghettizza altri tantissimi precari come noi che quest’anno non sono stati chiamati nel centro Italia (parliamo della nostra situazione nella fattispecie) nemmeno da una scuola,cosa mai successa in dieci anni,da quando cioè sono partite le SSIS.

Ciò che si vuole far capire alla collettività, ai sindacati per farli MOBILITARE, alle Istituzioni, è che la questione, anticostituzionale nella sua interezza, ha creato un grave precedente che purtroppo non è ancora stato ostacolato da nessuno. Non è costituzionale aver scavalcato il sistema di reclutamento classico a punteggio, che vede il salva precari un portabandiera autorizzato che genera una graduatoria nella graduatoria, dove solo i precari che hanno lavorato nell’ultimo anno scolastico in una unica scuola per 180 gg.,hanno la fortuna di giovarsi di un “contentino”.

Leggendo per mesi i forum su internet, parlando con colleghi di tutta Italia, citiamo il caso estremo di una docente abilitata in servizio dal 1990 con 152 punti che, pur essendo precaria storica, non è stata “salvata” e che vede superarsi da tante fortunate persone con meno punti di lei, perché beneficiarie di un provvedimento che tutela SOLO la punta di un iceberg, creando una sotto graduatoria.

× NON ABILITATI

Chi è in 3^fascia delle Graduatorie di Istituto, quindi i laureati non abilitati,che ancora non possono inserirsi in un sistema di formazione del personale docente, vista la recente morte delle SSIS, nel dicembre 2009, viene, per effetto cascata, totalmente penalizzato e non viene di fatto (ma non di diritto) chiamato per le supplenze, le stesse supplenze che magari gli hanno assicurato decenni di servizio e di accumulo di punteggio.



In definitiva, immaginiamo i politici che si sono riuniti per decidere cosa farne dei precari nella scuola e, in primo momento, hanno concluso: "Salviamo quelli che hanno avuto l'incarico l'anno prima". Questo a settembre. Poi, in seguito, hanno pensato che dovevano dare qualcosa in più e allora c'è stata un'ulteriore decisione: " Facciamo rientrare anche coloro che hanno raggiunto i 180 punti, ma in un'unica istituzione scolastica, così mettiamo il bavaglio a un'altra buona parte di loro". Questo a dicembre. La cosa più triste è che hanno raggiunto il loro obiettivo nella superficialità, ci venga perdonata l’impressione che tanti di noi del IX ciclo SSIS Toscana hanno avuto, di Sindacati e di Istituzioni. Ora speriamo si possano creare una sensibilizzazione e delle azioni concertative in Governo, su pressione dei Sindacati.

Questi gli effetti del “salva precari”, voluto per tentare di coprire i tagli che da questo anno hanno colpito tutti i docenti abilitati e non, un vero palliativo che l'anno prossimo verrà rinnovato e lascerà a casa ancora più gente di quanto è stato previsto.

Il IX ciclo SSIS Toscana



FONTI:

× i siti internet dei sindacati di categoria cgil, cisl, uil, snals, cobas;

× l’unità del 10 settembre 2009;

× il sito 5nternet e i forum d5 www.orizzontescuola.it;

× la repubblica on line (http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/scuola_e_universita/servizi/dl-salvaprecari/dl-salvaprecari/dl-salvaprecari.html);

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