impostare il movimento sui vari disagi del disoccupato -precario

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impostare il movimento sui vari disagi del disoccupato -precario

Messaggio Da enricod il Mer Giu 30, 2010 5:30 pm

Proposta -intervento sociale per la condizione del disoccupato /disabile/over

Il comune denominatore tra lavoro precario e chi è disoccupato,o precario: la mancanza di un equo- rapporto di lavoro stabile e certezza sul futuro,da una parte e spesso un reddito inadeguato o nullo dall’altra!Avere un giusto sostentamento per sé e per contribuire dignitosamente alla famiglia(chi c'e l'ha!)...la legge di riferimento è chiara:
La Costituzione Italiana!ma alcune Istituzioni della Repubblica,vanno alla deriva, minata dai Micro/macro fattori a rilevanza economica ,che per interessi di parte..,ascoltano solo di fatto il potere economico,.e il suo PIL. I ricchi sono uguali ai ricchi ..di tutto il mondo ,così come i Poveri..sono ugualmente poveri in tutto il mondo,e questo è il risultato della “nostra globalizzazione” !( i due mondi ..sono ovviamente con le sfumature, anche sostanziali, rappresentativi di due "condizioni di vita reale" nella media, ben diverse !! specie sui diritti ..magari ancora da conquistare.Tra i “nuovi poveri. all’interno della nostra società si sta verificando una stratificazione dei diversi disagi!... una divisione sempre più netta ,nei ceti medi, di cui una parte ,fatica sempre più ad identificarsi ,specie dopo aver perso il lavoro da PRECARIO,e quindi DISOCCUPATO,e con la difficoltà ulteriore di essere prossimi ai 40- 50 anni, quindi OVER,(le agenzie interinali, normalmente cestinano i CV dei disoccupati OVER , e se la congiuntura economica non cambia di segno ..nei prossimi anni , i lavoratori co.co.co con i 30 anni e poco più,si ritroveranno nelle file degli esclusi perenni del “mercato del lavoro”,bruciandosi così le ultime opportunità per realizzare un contratto a tempo indeterminato e stabilizzare la propria vita ) !Un’altra categoria di lavoratori in difficoltà,da sempre ultima, per un inserimento lavorativo, anche in tempi non di crisi!.sono i DISABILI. Quelli che la L.68/99 dovrebbe tutelare con il “collocamento mirato”.ma che non trova nel sistema lavoro un riscontro numerico soddisfacente (difficoltà di incrociare domanda/offerta?...e mancanza di una visione non solo culturale ,ma di etica…da parte delle aziende specie le private?!)con un evidente fatto di elusione della legge stessa ,e quindi un altro esercito di disoccupati cronici -perenni precari a vita.quando va bene ..contratti da 3 /6 mesi ..e poi si rincomincia!il cammino incerca di occupazione.
E’ necessario ,non solo per autostima o dignità (inclusione sociale?).e per un reddito dignitoso riaffermare sulla scala dei valori fondanti la società ,il PATTO .. proprio il LAVORO… che garantisca alla sua base, stesse caratteristiche ed opportunità per tutti i cittadini lavoratori pensando un po’ di più al PIL della felicità, del cittadino o forse ce lo siamo dimenticato?(siamo inter-connessi uno con l’altro..) togliendo laddove esistano quei, privilegi acquisiti, che ci allontanano dal realizzare un comune senso di giustizia sociale, come sistema facilmente condivisibile dai più,per una logica non di partito o di ideologia marxista-punto,o altre teorie politiche/economiche.magari futuribili,.ma dal buon senso e direi dalla semplice consapevolezza di essere parte dell’umanità che vive in questo mondo.Un sistema che non alimenti più nessuna casta ..un sistema che semplifichi.. non è accettabile creare disparità: cittadino di serie A, a tempo indeterminato e il cittadino di serie b. con contratti atipici/o a tempo determinato e….precari a vita.
Questi diversi livelli,di discriminazione, a tutti gli effetti hanno ulteriormente schiavizzato e reso ancora di più ricattabili, e deboli socialmente,queste categorie.L’abrogazione di tali leggi, e una riforma del lavoro e degli ammortizzatori sociali..dovrebbe essere la prima proposta politica, considerandoli,sullo stesso piano, per interagire con equità nel sistema welfare, se consideriamo il lavoro come strumento di coesione sociale e sul piano del diritto ..uno strumento di realizzazione atto ad includere questi lavoratori ,esattamente come per gli altri lavoratori con eguali diritti.
Lo strumento è la costituzione di un fondo sociale ,in grado di sostenere, anche i disoccupati e gli over, con difficoltà al reinserimento nel mondo del Lavoro…specie in momenti come quelli che viviamo oggi.che non è solo di crisi economica ,ma direi rivoluzione del sistema produttivo e dei consumi .(non è finita ancora ,e temo che di Pomegliano e/o situazioni simili ad abbordaggi ai diritti sul lavoro siamo solo agli inizi),i “ terremotati della crisi economica”.siamo NOI!, grazie anche al fatto che non ci è dovuto nessun ASSEGNO DI DISOCCUPAZIONE, come istituito nei paesi nord Europei, con progetti finalizzati ad un effettivo inserimento progettato insieme al lavoratore Quindi ,io credo che le due azioni politiche necessarie sono proprio su queste due linee:
1 -Riforma Welfare ,abolizione leggi sulla precarietà
2- Istituzione Fondo per disoccupati/over /disabili che non vengono inseriti nel mondo del
Lavoro , per un assegno di disoccupazione.
3- il Lavoro come centralità della politica del movimento /partito che si andrà a consolidare ,in modo trasversale a tutte le forze politiche e sindacali in campo…senza pregiudizi, ma con determinazione e solidarietà del movimento tutto(con le sue inevitabili sfumature,e diversità ),per poi ,essere in grado di sostenere uniti il progetto politico, verso le prossime elezioni.


PS.
I costi sociali di tali provvedimenti,in linea di principio etico, andrebbero ripartiti equamente tra il mondo produttivo e lo Stato (magari diminuendo i costi della politica ,il clientelismo ,e i mille sprechi , meno spese per armamenti ecc.da una parte e dall’altra,una più efficiente lotta alla evasione fiscale, e il malaffare in genere.) ,entrambi non dovrebbero “scaricare i loro costi “creando disuguaglianze sul cittadino ultimo,–senza lavoro- altrimenti che Repubblica e/o Democrazia è?.



enricod

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Re: impostare il movimento sui vari disagi del disoccupato -precario

Messaggio Da Admin il Mar Lug 20, 2010 1:44 pm

Il tuo intervento è professionale ed esaustivo allo stesso tempo.

Le problematiche del lavoro che tu esprimi sono reali e pertanto va impostata una soluzione.

L'argomento è comunque complesso e non è possibile in poche righe esprimere ulteriori proposte o soluzioni.
Diciamo che quella che tu proponi è una possibile buona base da cui partire.

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