POST DEL 31 MARZO - LE REAZIONI AL DOPO ELEZIONI

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POST DEL 31 MARZO - LE REAZIONI AL DOPO ELEZIONI

Messaggio Da Admin il Ven Apr 09, 2010 10:37 pm

Abbiamo assistito su Facebook (ma non solo) alle reazioni di molti utenti al dopo elezioni. La cosa ci ha lasciato abbastanza stupiti perché molti commenti inerenti la perdita di una regione da parte del proprio partito a vantaggio di quello avversario, sono perlopiù catalogabili nella sfera emotiva tipica del tifoso quando assiste alla sconfitta della propria squadra.

Come si può pretendere che un PD, ad esempio, vinca quando il programma che questo partito vuole attivare è praticamente identico a quello dei propri concorrenti?

Prendiamo, sempre ad esempio il caso della vittoria della Lega in Piemonte. Gli elettori che hanno dato uno sguardo ai programmi sanno benissimo che la Bresso (la candidata del PD) e Cota (il candidato della Lega) ne avevano formulato uno identico. E’ subentrato poi il movimento di Grillo e molti analisti, soprattutto quelli di area sinistra, hanno dato la colpa a questi della bruciante sconfitta, visto che sono riusciti a prendere il 4% che in pratica era la stessa percentuale che nelle elezioni regionali del 2005 ha permesso alla Bresso di vincere contro l’avversario di turno.

Ora chiediamoci: cosa si vuole, idealmente, da un partito? La risposta più logica dovrebbe essere: che faccia la volontà popolare! Ma oggi la volontà popolare a cosa è ridotta?
Alcuni votano un partito perchè rispecchia la propria ideologia politica (di destra, di sinistra, di centro). Altri votano un partito perché ha fatto delle promesse per la realizzazione di un qual cosa che gli altri partiti non hanno fatto. Altri ancora perché più concretamente si aspettano che il partito che votano agisca, con leggi e provvedimenti vari, in modo da amministrare la cosa pubblica guardando al bene comune. Dando per buone queste tre ragioni di voto (escludendo clientelismo e tutte le altre male ragioni per cui può essere votato un partito) cerchiamo di capire il voto al movimento di Grillo.

Se Grillo ha una colpa è quella di aver fatto comprendere a una fetta, non enorme ma nemmeno tanto piccola di popolazione, che non si può più votare un partito solo per questioni ideologiche, visto che nella realtà quotidiana i partiti agiscono come comitati d’affari, o per promesse assurde che magari poi non verranno mantenute (pensiamo solo tra le tante, alle dichiarazioni del premier quando afferma che con il loro governo in tre anni debelleranno il cancro) ma piuttosto per la terza ragione da noi evidenziata, cioè per la volontà di gestire la cosa pubblica in modo da rispettare il bene comune (e non come spesso avviene in modo che favorisca i comitati d’affari legati al partito).

Ora cerchiamo di essere onesti con noi stessi. Si può in sincerità affermare che il PD in questi anni (considerando anche gli anni di governo, regionale e non, in cui non si chiamava PD) abbia agito in questo modo?

Guardando sempre il movimento di Grillo, quali erano le differenze rispetto alla Lega e al PD? Grillo, non da oggi, ha messo l’accento su questioni molto importanti: chiedeva tra le varie cose di rendere l’acqua pubblica, di non costruire inceneritori e centrali nucleari e di abbandonare i lavori della TAV. E visto che sia la Lega che il PD nel programma non avevano queste intenzioni (entrambi sono a favore della TAV, per la costruzione di inceneritori e per far gestire l’acqua ad enti privati), chi prima votava sinistra (ma non solo) ha preferito guardare piuttosto ai fatti e cambiare il proprio voto dandolo al rappresentante di lista del movimento di Grillo. Ciò ovviamente non significa che tutti i voti di Grillo sono stati “rubati” alla sinistra. Bisogna però ammettere che certamente una gran percentuale derivano da quell’area politica.

Ma allora, vi chiederete, se i programmi della Lega e del PD erano identici perché ha vinto Cota? Semplice: perché gli elettori di centro destra rispetto a una gran parte di quelli di sinistra (ma non certamente a tutti), sono meno esigenti sulle azioni del loro partito. Vedono il voto perlopiù come lo vede un tifoso per cui l’importante non è come si gioca ma solo e soprattutto vincere. Che poi si vinca anche se nel programma è prevista, ad esempio, la costruzione di centrali nucleari o qualsiasi altra cosa che allo stesso elettore di destra non piace, non fa nulla; l’importante è vincere.

Ma questo “l’importante è vincere” in questi giorni, stando ai tristi commenti presenti su Facebook, l’abbiamo notato anche nell’elettore di sinistra. L’importante dovrebbero essere i programmi o ancora le azioni concrete che si aspettano dal partito che si vota in base alle promesse fatte ma sempre paragonando queste possibili azioni future a quelle passate, perché sarà difficile per un partito che ha agito male in passato, dopo le elezioni migliorare, almeno fino a quando i politici che gestiscono quel partito non vengono cambiati. Ci si dovrebbe piuttosto rattristare più del fatto che un partito voglia dare la gestione dell'acqua ai privati o usare le foreste come biomassa per produrre enegia (cit. Bresso) o voglia costruire l'inceneritore più grande d'Europa (vedi Gerbido-Torino), ecc. non certo perchè un partito del genere perda (ovviamente non c'è da rallegrarsi se un'altro partito che vuole esattamente le stesse cose vince).

Scriviamo questo, perché se il comportamento di noi elettori, e in particolar modo di noi lavoratori precari, non cambierà, se cioè non impareremo a non disperarci se un partito che non fa la volontà popolare perde, anche se questo partito fa capo all’area ideologica per cui “tifiamo”, non sarà mai possibile cambiare/migliorare l’Italia e soprattutto non sarà mai possibile per noi precari liberarci dal lavoro precario.

Grazie per l’attenzione
Lo staff di
Aboliamo Lavoro Precario

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